Le avventure in gita scolastica di Enzo Iacchetti, tutte da ridere!

Ciao ragazzi! Ricordo che ero in quinta ragioneria e capitò la prima gita scolastica a Roma. Agli inizi degli Anni '70 non era una cosa così frequente andare in gita e per noi fu un evento fantastico. Finalmente via da casa per qualche giorno, liberi di corteggiare le compagne di classe, di ridere e giocare fino a notte fonda. La gita partì e la tappa ad Orvieto segnò la mia vita. La professoressa di lettere voleva a tutti i costi che visitassimo, oltre al Duomo, il famoso Pozzo di San Patrizio, un'opera straordinaria dal punto di vista architettonico, perché mentre si scende nel pozzo si vedono gli altri visitatori che salgono... ma vedendoli dalle arcate non si incontrano. Difficile da spiegare, ma è così! La tradizione vuole che, una volta in fondo al pozzo, si lanci una moneta esprimendo un desiderio che da San Patrizio verrà sicuramente esaudito.
All'epoca, un grande sogno di pace percorreva la nostra generazione, eppoi di lì a qualche mese sarei dovuto partire per il servizio militare. Pensai di aver buon "materiale" per esprimere il mio desiderio. Spalle al pozzo, lanciai dietro di me una moneta da 500 lire (che allora erano soldi!!) e pronunciai ad alta voce il desiderio: "San Patrizio, non voglio fare il militare". Salendo per uscire dal pozzo ero convinto che avrebbe funzionato. Passarono mesi da quel giorno, passarono gli esami e una mattina - purtroppo - arrivò la fatidica cartolina. La Patria mi chiamava e mi spediva in una lugubre caserma di fanteria. Indovinate un po' dove? Esatto. Proprio ad Orvieto.
La prima domenica di libera uscita ricordo che tornai di volata al pozzo. Arrivato in fondo, allungai corda e calamita, recuperando in fretta la mia moneta da 500 lire. Non so perché sto così antipatico a San Patrizio... Sono tornato ad Orvieto altre volte, ma mi sono sempre fermato prima del Pozzo.
Enzo Iacchetti